Giusto un anno fa arrivò, un po’ a sorpresa, la notizia dell’incarico a Direttore della sezione del Centro unitario per la formazione missionaria (CUM) della Fondazione “Missio”, che si trova a Verona, per don Marco Testa.

A poco più di un anno dalla sua nomina a parroco della parrocchia di S.Agostino in Saluzzo e a meno di due anni dalla nomina a Vicario generale della Diocesi, don Marco venne chiamato a questo nuovo servizio alla Chiesa. Con lui abbiamo fatto il punto sul suo lavoro al CUM in questo periodo coinciso con l’emergenza sanitaria legata al Covid-19.

Possiamo tracciare un bilancio di questo primo anno?

«La memoria del grande missionario san Francesco Saverio mi ricorda che è trascorso un anno dalla mia nomina per il nuovo incarico nazionale. È stato, come per tutti, un anno tribolato. Molte attività in agenda sono saltate, specie nel primo semestre; altre si son potute svolgere regolarmente.

Il CUM si occupa della formazione dei missionari in partenza e in arrivo. L’emergenza sanitaria ha sconvolto i piani di molti, di chi non è riuscito ad arrivare in Italia e di chi aspetta da mesi per fare le valigie. Così è; con umiltà tutti cercano di adeguarsi. Abbiamo imparato a riunirci davanti ad una schermata di pc e possiamo farlo con persone presenti in ogni parte del mondo. Ciò ancora mi sorprende e rivela nuove possibilità, pur rimanendo forte il desiderio della presenza fisica».

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