Tre mesi fa la pandemia del coronavirus ci ha costretti a fermare tutte le attività pastorali, comprese quelle del Centro Missionario Diocesano che stava portando avanti come ogni anno la campagna di sensibilizzazione a favore delle nostre missioni.
Il Covid-19 ha assorbito totalmente le nostre vite e la vita delle nostre comunità, diventando l’argomento principale (se non l’unico!) di trasmissioni televisive, invadendo siti internet e social, suscitando ansie e paure.
Queste preoccupazioni, comprensibili in questo particolare momento storico, non possono però “oscurare la nostra attenzione verso quelle situazioni e popolazioni che vivono da molto più tempo nella guerra, nella fame, nella necessità di fuggire dalle proprie terre con la speranza di un futuro migliore…”.
Così scrive don Giuseppe Pizzoli, direttore nazionale di Missio Italia sull’ultimo numero della rivista Popoli e Missione.
In questa moltitudine di poveri rientrano anche quelli che nelle nostre missioni ci eravamo impegnati ad aiutare attraverso la quaresima di fraternità: le missioni del Cameroun, i ragazzi di strada del Brasile, le scuole delle missioni di Kinshasa in Congo, le ragazze e i giovani del Mozambico e dell’Egitto, le missioni e i campi profughi del Burkina Faso. La scelta di aiutarli con la preghiera e le offerte della Quaresima è stata come una promessa, che ora non possiamo e non vogliamo lasciar cadere nel vuoto!
So che alcune parrocchie hanno raccolto o ricevuto, almeno all’inizio, delle offerte per queste intenzioni. Sono consapevole che per le parrocchie questo è un tempo difficile (c’è stata “quarantena” anche per le offerte!). Inviterei semplicemente a versare in Curia quello che si è raccolto, o che si riesce ancora a raccogliere, possibilmente entro la fine di giugno.
Per non venir meno alla nostra “promessa” verso i più poveri!
Per il Centro Missionario, don Andrea Borello