Sostegno e aiuto
(Comunicato della Conferenza Episcopale Italiana)

 

Mai come in questo momento di dolore, paura e preoccupazione che attanagliano in modo allarmante il nostro Paese, sarebbe prezioso e confortante potersi incontrare di persona per ascoltarci e per sostenerci. Lo facciamo diversamente,
con questa sessione straordinaria. Ci consola la consapevolezza che, anche se fisicamente distanti, non siamo per questo lontani: ci uniscono quella comunione fraterna e quella corresponsabilità nel servizio in cui, come vescovi, siamo impegnati
a crescere ogni giorno. Del resto, stiamo verificando come in tutto il territorio nazionale inizino nuovamente a diradarsi quelle occasioni d’incontro – sul lavoro, a scuola, in parrocchia, nel vicinato… – che, in condizioni normali, scandirebbero le giornate di ciascuno. Anche le attività educative e pastorali nelle nostre comunità, in via precauzionale, stanno prendendo nuove forme: emerge un forte e apprezzabile senso di responsabilità per la salute di tutti. Le relazioni interpersonali e comunitarie sono preziose, ma altrettanto importante, persino vitale, si rivela in questa fase la massima prudenza nei contatti e nelle occasioni pubbliche di riunione.

Un recente rapporto della Caritas, pubblicato in occasione della Giornata mondiale di contrasto alla povertà (17 ottobre), rileva gli effetti economici e sociali dell’attuale crisi sanitaria legata alla pandemia da Covid-19. Si profila una grave recessione economica, terreno fertile per la nascita di nuove forme di povertà. I dati dei centri di ascolto Caritas vanno proprio in questa direzione. L’incidenza dei “nuovi poveri” passa dal 31% al 45%: quasi una persona su due si rivolge alla Caritas per la prima volta. Aumenta, in particolare, il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, dei nuclei di italiani che risultano in maggioranza (52% rispetto al 47,9% dello scorso anno) e delle persone in età lavorativa. Gli anziani sono costretti ad una solitudine sempre più isolante. Una crisi che, secondo i dati pubblicati da Banca d’Italia, nei mesi di aprile e maggio, ha provocato una riduzione di reddito per la metà delle famiglie italiane, nonostante gli strumenti di sostegno ricevuti. A tutto ciò si unisce il tema del lavoro, con la sofferenza sperimentata da tutte quelle categorie che sono costrette a grandi sacrifici, dai tanti piccoli commercianti e lavoratori autonomi, dal mondo dello spettacolo e della cultura… Le nostre Chiese non hanno mai smesso di assicurare la loro prossimità con aiuti specifici. “Tutti abbiamo una responsabilità riguardo a quel ferito che è il popolo stesso e tutti i popoli della terra. Prendiamoci cura della fragilità di ogni uomo, di ogni donna, di ogni bambino e di ogni anziano, con quell’atteggiamento solidale e attento, l’atteggiamento di prossimità del buon samaritano” (Fratelli Tutti, n.79). Oggi come mai nel recente passato, siamo chiamati a entrare in contatto con le ferite profonde dell’umanità del nostro tempo. Siamo certi che le parrocchie, le associazioni e i movimenti, seguendo l’esempio del Buon Samaritano, sapranno farsi carico delle sofferenze con cura, dolcezza e umiltà.

La passione e lo zelo di testimoniare il Vangelo non vengono mai meno.

È in questo scenario che, in ascolto dello Spirito, vogliamo confrontarci per comprendere con realismo come servire e guidare oggi le nostre Chiese.

La certezza della presenza del Signore Risorto che cammina con noi ci conforti e ci orienti!

Conferenza Episcopale Italiana