SALUZZO La recente visita “ad limina” della Conferenza episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta, ha offerto l’opportunità ai Vescovi di trascorrere una settimana a Roma, durante la quale hanno incontrato il Papa, ma anche i vari Dicasteri della Curia romana.

Abbiamo raccolto qualche impressione dal Vescovo di Saluzzo mons. Cristiano Bodo.

Eccellenza, qual è stata la sua impressione generale sulla sua prima visita “ad limina”?

Una grande esperienza di comunione tra tutti i Vescovi piemontesi e una bellissima testimonianza di fraternità fra tutti. 

Abbiamo trascorso questi giorni passando da un Dicastero all’altro, condividendo la preghiera, la proposta delle ponenze che ciascuno di noi ha fatto, le relazioni nei vari Dicasteri che ci hanno accolto che hanno avuto un grande significato di unità e di speranza per il cammino futuro delle nostre Chiese.

Indubbiamente l’incontro con Papa Francesco è stato il momento più carico di significato…

Certamente, il Santo Padre ci ha invitati ad avere “il Vangelo in tasca”, a proposito del rapporto con la Parola di Dio. 

Ci ha esortati a “non negare il perdono a chi lo chiede”, a proposito del sacramento della Riconciliazione. 

Ci ha spronati, facendo riferimento alla Parola di Dio, a essere uomini di preghiera e annunciatori della Parola di Dio, questo è il primo compito dei Vescovi. 

Ciò che mi ha colpito personalmente è stata la serenità di Papa Francesco e la sua capacità di dialogo con tutti noi sui diversi temi che la Chiesa quotidianamente deve affrontare in questo nostro tempo. 

Numerosi sono stati gli incontri con i vari Dicasteri, ovvero con le massime istituzioni ecclesiastiche romane.

Quale messaggio vi è stato consegnato?

I diversi Prefetti ci hanno incoraggiati nella nostra missione di pastori nelle nostre comunità, a porre una particolare atenzione alle nuove generazioni e agli ultimi. Si sono resi disponibili per qualsiasi situazione che potrebbe accadere nelle nostre Chiese locali.

Durante la visita i Vescovi hanno vissuto anche intensi momenti di preghiera e di fede. Qual è quello che l’ha colpita di più?

Certamente il momento più toccante è stata la Celebrazione eucaristica accanto alla tomba di Pietro e dei suoi successori. 

Il momento di amicizia che ci ha uniti di più sono stati i diversi spostamenti sul pullmino dove c’è stato modo di soffermarsi sui vari temi proposti dai diversi Dicasteri e, soprattutto, essendo molto affiatati gli uni con gli altri siamo stati bene insieme condividendo anche dei momenti scherzosi. 

E, poi, naturalmente la Comunione con la Chiesa universale sperimentata accorgendosi della complessità che comporta il governo della Chiesa.