Giovani: un sacerdote come riferimento
UNITI NEL DONO Prezioso il sostegno economico a favore dei presbiteri impegnati in prima linea
Trascorrere del tempo con loro, tra frammenti di quotidianità e preoccupazioni

La scorsa settimana, su queste pagine, abbiamo raccontato l’esperienza di un sacerdote che svolge il suo ministero per lo più a contatto con il mondo della sofferenza. Questa volta, invece, spostiamo il focus sulla realtà giovanile, in tutte le sue sfaccettature e problematiche legate all’età, dove la presenza di un prete è certamente importante, se non fondamentale. Don Dario Ruà, 31 anni, vive in larga parte a contatto con i ragazzi e i giovani, praticamente da quando è stato ordinato sacerdote. «Ho la grande fortuna di passare la maggioranza del mio tempo in mezzo ai giovani, loro occupano la parte più rilevante del mio tempo sia nell’ordinarietà di tutti giorni, sia nei periodi forti dell’estate e delle vacanze». La bellezza di questo impegno si concretizza, naturalmente, in luoghi e attività che diventano gli elementi con i quali si intreccia e si costruisce il tempo passato con i giovani e per i giovani… «I luoghi non sono soltanto delle strutture fisiche, ma delle opportunità straordinarie per incontrare i giovani, ascoltarli, coinvolgerli… Tra questi cito principalmente: l’oratorio, la parrocchia e la casa alpina. Per quanto riguarda invece le attività, esse spaziano tra il doposcuola giornaliero, il gruppo degli adolescenti, il gruppo delle medie, il sabatorio, i campi scuola dell’estate e dell’inverno, le settimane comunitarie, l’estate ragazzi, il pellegrinaggio a Lourdes, la giornata mondiale dei giovani e tanto altro ancora» aggiunge don Dario Ruà. Il tempo in questi luoghi e in queste attività si intreccia in un fluire impetuoso e incessante, come d’altronde è il tempo negli anni giovanili, che sembra correre in modo quasi irrefrenabile. «L’inaspettato, poi, è il tempo trascorso gratuitamente insieme per poter condividere una chiacchierata, un frammento di quotidianità, una gioia o una preoccupazione. Questo potrebbe far emergere prospettive apparentemente contrastanti: da un lato il tempo condiviso che diventa una preziosa risposta al bisogno di organizzare il quotidiano o ancor di più lo straordinario dei nostri giovani; dall’altro, quasi per contrapposizione, questo può anche diventare un tempo in cui salvarli da qualcuno o qualcosa che affligge o preoccupa i giovani».
Alla fine si scopre che, in un mondo dominato dall’esuberanza e dalla frenesia, il tempo da prendersi per l’ascolto diventa essenziale. Senza dimenticare che il prete è anche la figura di richiamo alla religiosità, alla fede… a Dio. «Penso che il tempo, nell’intreccio di attività e storie, sia semplicemente il tempo da passare insieme per poter annunciare e testimoniare che la vita vissuta con fede e per fede abbia un senso, che il prendersi cura degli altri tira fuori il meglio di noi perché fa dimorare in noi l’amore di Cristo. Ancora più che di salvatori, i giovani hanno bisogno di uomini e donne di fede capaci di accoglierli e di far emergere il meglio che ciascun giovane ha con sé, perché in questa attenzione educativa si intravede quanto Dio da sempre fa con gli uomini di buona volontà» conclude don Dario Ruà.
Don Dario, giovane prete della diocesi di Saluzzo, come ha raccontato nella sua testimonianza, dedica gran parte del suo ministero sacerdotale ai giovani. Egli è uno dei tanti sacerdoti che si presta ad un servizio specifico, in questo caso rivolto ai ragazzi, uno dei molteplici campi nei quali operano i membri del clero. Ecco perché è importante contribuire, attraverso le offerte, al sostentamento del clero. Esse rappresentano una forma preziosa di aiuto ai sacerdoti, che si prodigano per i bisogni più diversi delle nostre comunità. Ecco perché la Cei (Conferenza episcopale italiana) ha lanciato una nuova campagna “Uniti nel dono”, finalizzata proprio a sensibilizzare i fedeli all’importanza di aiutare i nostri sacerdoti, contribuendo a provvedere al loro sostentamento e, di riflesso, a sostenere la loro insostituibile opera nelle nostre comunità.